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10:09:54 Settembre 20, 2025
Consigli utili e informazioni pratiche per visitare l’Orrido di Bellano, una delle principali attrazioni turistiche del Lago di Como. Uno di quei luoghi in cui la natura mostra lo spettacolo che ha saputo plasmare grazie alla sua potenza nel corso dei secoli.
Un canyon profondo da poter ammirare camminando su passerelle e scale sospese, circondati da panorami ed ambienti suggestivi.
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L’Orrido di Bellano è una delle più famose attrazioni turistiche del Lario.
Situato sulla sponda lecchese del lago, è un canyon venutosi a creare 15 milioni di anni fa a causa dell’erosione del torrente Pioverna e del Ghiacciaio dell’Adda. La roccia è stata così modellata in modo tale da generare un canyon.
L’Orrido di Bellano si presenta con pareti rocciose a strapiombo, che danno forma ad enormi marmitte, anfratti e spelonche.

Come anticipato, le origini dell’Orrido di Bellano sono molto antiche. La formazione di questa meraviglia naturale risale infatti a circa 15 milioni di anni fa, quando l’azione erosiva del torrente Pioverna e del Ghiacciaio dell’Adda ha modellato la roccia, provocando la creazione di marmitte giganti, e profondi anfratti.
Oggi, l’Orrido di Bellano è un’attrazione naturale di fortissimo richiamo turistico. In passato, però, questo sito naturale di cotanto fascino, ha rivestito un ruolo profondamente importante per il territorio e la sua storia industriale. Difatti, per secoli, le acque del torrente Pioverna hanno alimentato mulini, filande e ferriere, favorendo lo sviluppo e il prosperare dell’economia locale.

Il nome “Orrido” è da rimandare a Sigismondo Boldoni, poeta di Bellano, il quale, affascinato di fronte a questo spettacolo della natura, per definirlo usò l’espressione “Orrore di un’orrenda orrendezza”. Una frase decisamente ridondante ma che rende l’idea della grottesca suggestione emanata da questo luogo.

L’Orrido di Bellano si visita in tutta sicurezza camminando lungo un percorso sospeso – fatto di passerelle e scale – ancorate saldamente alle rocce. Passeggiando fra i tetri passaggi che si aprono fra le strette pareti rocciose, si possono ammirare da vicino la forza e la potente bellezza della natura, con l’incessante e fragoroso rumore dell’acqua che scorre impetuosa tra le alte pareti rocciose, che in alcuni punti del percorso sono fra loro così vicine al punto da permettere il passaggio di una sola persona alla volta.
Gli angusti passaggi fra le rocce e gli spiragli di luce che vi penetrano danno vita a giochi di luci e ombre molto suggestivi, che non fanno altro che enfatizzare l’atmosfera coinvolgente ed ammaliante del luogo.
In pratica, si cammina a ridosso delle pareti rocciose verticali e a picco su pozze d’acqua smeraldina. L’ambiente umido ha favorito lo sviluppo e la presenza rigogliosa di specie vegetali che ricordano i lussureggianti luoghi tropicali, mentre l’unico suono che caratterizza costantemente il luogo durante la visita è il fragore dell’acqua che scorre impetuosa fra le rocce.
È possibile ammirare questo spettacolo della natura in un ambiente progettato per garantire un percorso in totale sicurezza.
Lungo le passerelle ci sono terrazze da cui affacciarsi per ammirare scorci panoramici di particolare bellezza e perfetti da immortalare in foto e/o video.
Il percorso è sicuro e adatto a tutti, anche ai bambini. L’importante è essere muniti di un abbigliamento adeguato e indossare calzature idonee perché alcuni punti possono essere scivolosi a causa dell’umidità del luogo.

Il percorso di visita inizia subito dopo la biglietteria, dove partono le passerelle che si insinuano fra le rocce a strapiombo.
Innanzitutto ci si trova di fronte ad un edificio di 3 piani. Si tratta della cosiddetta Ca’ del Diavol, ossia la Casa del Diavolo, dove, secondo leggende, vi si svolgevano festini e riti satanici.
Proseguendo, il percorso si addentra fra le rocce divenendo sempre più stretto; proprio in alcuni punti iniziali, le pareti rocciose tendono addirittura ad invadere il percorso, tanto che è necessario chinare il capo per riuscire a proseguire.
Andando avanti, il percorso diventa più ampio ed agevole, essendo sviluppato su camminamenti recenti che conducono fino alla base della cascata alla fine dell’Orrido. In questo punto si può ammirare un insieme di pozze d’acqua dalle sfumature verdi-azzurre.
Il percorso è ad anello, e si conclude percorrendo una scala di pietra che conduce alla fine del percorso di visita e all’uscita.

Nel primo tratto del percorso dell’Orrido di Bellano, appena dopo la biglietteria, si incontra un edificio denominato Ca’ del Diavol: una torretta attorno alla quale aleggiano mistero e leggenda. Si narra che qui vi si svolgessero riti satanici, pratiche oscure, orge e incontri segreti. Se sia vero o no, questo non è dato sapersi; sicuramente, però, queste dicerie non fanno altro che andare a fomentare l’aura di inquietudine che aleggia attorno a questo edificio.
Secondo invece una teoria più realistica, ma non confermata, questo edificio, durante il periodo della dominazione austriaca, costituiva il punto d’accesso a numerose gallerie che si sviluppavano sotto il centro storico, e dove i bellanesi si nascondevano.
Sviluppata su 3 piani e recentemente ristrutturata, oggi Cà del Diavol ospita un museo multimediale che mostra al visitatore la storia e le origini del territorio bellanese. L’esposizione è sviluppata su tutti e 3 i livelli secondo la seguente struttura.
1° livello (piano terra). La storia del luogo, dalla formazione geologica e conformazione dell’Orrido di Bellano e del territorio del Lago di Como, allo sfruttamento delle acque del torrente Pioverna a fini produttivi fino allo sviluppo turistico
2° livello. La leggenda: direttamente dalle pagine di un grosso libro viene raccontata la vicenda della Pesa Vegia, la più antica e importante rievocazione storica in costume di tutto il territorio
3° livello. Il viaggio: attraverso postazioni VR, il visitatore si trova immerso in un viaggio che ripercorre a ritroso il corso del torrente Pioverna dal museo, arrivando alla gola e poi attraversando tutta la Valsassina sorvolando il lago


Il percorso, allestito tra le strette e profonde pareti di roccia, è abbastanza breve. Mediamente, lo si riesce a compiere nel giro di mezz’ora. Considerate magari un pochino più di tempo per le soste fotografiche.
Considerando il fatto che l’Orrido di Bellano è una gola fresca e molto umida, è importante affrontare la visita con un abbigliamento adeguato e adatto alle condizioni che si incontreranno.
Abbigliamento. Si consiglia di indossare il classico abbigliamento “a strati” (t-shirt + felpa + giacca) perché, anche in piena estate, c’è fresco e molto umido
Abbigliamento impermeabile. Portare un k-way o una giacca impermeabile per proteggersi dall’umidità costante e dagli eventuali schizzi d’acqua
Scarpe. Indossare calzature comode da trekking o con suola antiscivolo perché alcuni tratti possono essere scivolosi a causa dell’umidità

L’Orrido di Bellano si trova a Bellano, un piccolo paese situato sulla sponda lecchese del Lago di Como, lungo il Sentiero del Viandante.

Proprio dietro la Chiesa dei Santi Nazaro e Celso c’è una scalinata che conduce all’ingresso dell’Orrido. Nello spiazzo dove si trova la biglietteria c’è una piccola area pic-nic allestita con tavoli e panche, oltre ai servizi igienici.
Appena dopo la biglietteria inizia il vero e proprio percorso che si addentra fra le rocce.
Nella piazzetta dove c’è la Chiesa dei Santi Nazaro e Celso ci sono alcuni posti auto a pagamento. In alternativa, è possibile lasciare il proprio mezzo nei parcheggi sul lungolago, e poi raggiungere l’Orrido a piedi. Il tragitto è veramente breve.

Agosto e Settembre
Aperto tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00
Ottobre
Da lunedì a venerdì: 9.00 – 18.00
Sabato e domenica: 9.00 – 19.00
Novembre
Da lunedì a venerdì: 10.00 – 17.00
Sabato e domenica: 9.00 – 17.00
Ultimo ingresso consentito: 20 minuti prima della chiusura
Informazioni aggiornate sul sito ufficiale
Intero: 7,00 Euro
Dai 6 ai 14 anni: 5,00 Euro
Gratis: bambini da 0 a 5 anni, residenti nel Comune di Bellano, titolari di Disability Card e un accompagnatore
Possessori di titolo di viaggio trasporto pubblico (treno, navigazioni laghi): 5,00 Euro
Iscritti Touring: 6,00 Euro
Scolaresche (6 – 14 anni): 5,00 Euro per ogni alunno e gratis gli insegnanti accompagnatori
Gruppi (minimo 15 persone): 6,00 Euro cad. e 1 accompagnatore gratuito ogni 15 presenti
Informazioni aggiornate sul sito ufficiale
Per prenotazioni gruppi superiori alle 15 persone chiamare il numero +39 0341 1812535 oppure scrivere all’indirizzo: gruppi@comune.bellano.lc.it
Esiste la possibilità di acquistare formule di biglietto cumulative.
Orrido e Ca’ del Diavol
Intero: 15,00 Euro
Ridotto: 5,00 Euro
Gruppi: 12,00 Euro
Famiglia (2 adulti + 2 bambini da 0 a 12 anni): 30,00 Euro
Orrido + Ca’ del Diavol + Museo San Nicolao + Museo G.Vitali
Intero: 20,00 Euro
Ridotto: 5,00 Euro
Gruppi: 15,00 Euro
Orrido + Museo San Nicolao + Museo G.Vitali
Intero: 12,00 Euro
Ridotto: 5,00 Euro
Gruppi: 8,00 Euro
Ultimo ingresso consentito 20 minuti prima dell’orario di chiusura
Percorso semplice adatto a tutti
Accesso con passeggini e carrozzine non consentito per la presenza di scale e passaggi stretti
L’accesso all’Orrido è consentito per cani di qualsiasi taglia. Nella Ca’ del Diavol, invece, i cani non sono ammessi.

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Acquistando i biglietti cumulativi, è possibile visitare anche 2 musei.
Il Museo Giancarlo Vitali, nato grazie alla generosa donazione di una ingente quantità di opere donate dalla famiglia Vitali al Comune di Bellano e dalla Associazione ArchiViVitalia ETS, vuole rendere omaggio ad un artista nativo del luogo, che ha fatto del suo paese natale il tema portante della sua poetica figurativa. Allo stesso tempo, l’allestimento di questo museo ha permesso di riqualificare ed attribuire nuove funzioni agli spazi di Palazzo Loria, noto come il Circolo dei Lavoratori, uno degli edifici più antichi del borgo che è considerato l’anima del paese.
Il Museo San Nicolao conserva la collezione di opere realizzate dal 1970 al 2020 da Danilo Vitali, artista autodidatta, nato a Bellano, che ha reinterpretato la tecnica dello sbalzo su rame.
La collezione permanente, insieme a mostre contemporanee, sono allestite nella zona più alta e remota del paese, dove sorgevano una chiesetta e il Convento degli Umiliati. Dell’intero complesso, oggi resta un edificio a pianta trapezoidale che ha subito modifiche e integrazioni, e di cui si conservano la copertura a crociera del presbiterio e il ciclo di affreschi che, alcuni studiosi, attribuiscono San Nicolao, personalità emergente tra il ‘300 e il ‘400.
Dopo l’Orrido di Bellano (o prima), consigliamo una piacevole passeggiata fra i vicoli del borgo e sul lungolago. Il centro storico è piccolo e raccolto, mentre il lungolago collega la piazzetta del porticciolo al lido. Molto ben tenuto, offre incantevoli scorci sull’altra sponda. In occasione della nostra gita domenicale, il lungolago di Bellano era molto animato. Tutta la zona che porta alla piccola spiaggetta era infatti allestita con un mercatino delle pulci, mentre un intero spiazzo era adibito ai “giochi di una volta”, dove chiunque, grandi e piccoli, si poteva cimentare e divertire con biglie, trottole, colli delle bottiglie da afferrare con una canna da pesca, e così via…

A Bellano ci sono strutture ricettive di vario tipo: piccoli hotel e alberghi, B&B e appartamenti di host privati. Spostandosi prima e dopo il paese, ci sono anche camping direttamente sul lago, perfetti per chi ama la vita all’aria aperta e per chi ha camper e caravan.
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L’Orrido di Bellano è la meta perfetta per una gita durante le bella stagione ed è sicuramente la destinazione da mettere in lista tra le cose da fare durante un soggiorno sul Lago di Como.
Un luogo che offre l’opportunità di sentire la forza della natura e vivere un’esperienza che permette di conoscere e toccare con mano l’interessante geologia di un luogo, oltre alle sue storie e leggende.
Se i suggestivi scenari dell’Orrido di Bellano vi hanno affascinato, allora resterete senza parole quando scoprirete il Caminito del Rey, un percorso di quasi 8 chilometri che si sviluppa tra profondissime gole e canyon a strapiombo e che si trova a Malaga. Ne abbiamo parlato approfonditamente in un articolo dedicato al Caminito del Rey, con tutte le informazioni utili per la visita.
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