È stato pensato per un approccio emozionale. Gran parte dello spazio è lasciato alle fotografie che catturano l’attenzione di chi visita il blog. La parte testuale, dal carattere più pragmatico, ha invece lo scopo di fornire informazioni essenziali. Si parte dall’itinerario generico collegato agli articoli d’approfondimento sulle singole mete o attrazioni e – in casi specifici – non mancano tips per agevolare l’avventura con escamotage già testati sul campo.
difotoediviaggi.it è un archivio personale: per rileggere e ricordare con malinconica nostalgia, ma al tempo stesso uno spunto per chi, in procinto di preparare la valigia, vuole farsi ispirare o semplicemente trovare informazioni particolari e suggerimenti.
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Sono giornalista, web content editor, social media manager, musicologa e, ovviamente, Travel blogger.
Nel poco tempo libero che mi rimane mi piace leggere e andare in palestra.
Grazie alla mia formazione ed esperienza, sono io che mi occupo della parte scritta del blog.
E prima di partire, spetta sempre a me la preparazione teorica al viaggio, con uno studio approfondito della meta prescelta soprattutto dal punto di vista storico, sociale e culturale.
Durante i viaggi non prendo mai appunti. Li vivo e me li godo col cuore. Mi limito solo a raccogliere – a volte anche in maniera esagerata – tutto il materiale informativo che trovo in loco per integrare quello reperito in Italia.
E una volta tornata a casa scrivo di getto, mettendo nero su bianco quanto visto e vissuto e, soprattutto, le emozioni provate.
Sono un graphic designer e web master, specializzato in seo, con una passione smisurata per la fotografia.
Coniugando la professione all’amore per i viaggi, il passo a diventare Travel Photographer è stato breve!
Per me la fotografia è una sorta di droga, non ne posso proprio fare a meno. Sarebbe impensabile partire per una qualsiasi località senza la mia Canon Eos 5D mark4 e tutta l’attrezzatura connessa. Nella scelta di una destinazione, il primo parametro che valuto è se la località designata può offrire spunti interessanti dal punto di vista fotografico.
Preferisco foto panoramiche e paesaggistiche nonchè ritratti di persone ma MAI in posa, bensì colte nella naturalezza gestuale della loro quotidianità. Insomma, i cosiddetti scatti “rubati”, quelle foto “psico-antropologiche” dalle quali traspare l’anima delle persone e di un popolo, e che quindi possiedono un forte impatto emotivo.































