
difotoediviaggi
11:12:09 Dicembre 6, 2022
Oltre a vulcani, geyser ed iceberg, un viaggio in Islanda vi porta alla scoperta di moltissime cascate. Gullfoss è una tra le più famose cascate dell’Islanda. Non a caso viene spesso denominata anche “La Regina di tutte le cascate islandesi”.
Andiamo allora a scoprire qualcosa di più su Gullfoss, una delle cascate d’Islanda tra le più imponenti.
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La cascata più imponente dell’Islanda si trova nella parte più orientale del Circolo d’Oro, l’itinerario turistico più famoso e frequentato.
Si trova a 120 chilometri circa a nord-est di Reykjavík, a 70 chilometri da Thingvellir e a soli 10 chilometri da Geysir. Occorre guidare lungo l’autostrada 36 fino a raggiungere la 365, per poi continuare verso la 37 e prendere la 35. In alternativa, prendere parte ad un tour guidato.
Gullfoss vuol dire “cascata d’oro”.
Sul significato di tale nome ci sono varie ipotesi. Ecco le più comuni:
l’incredibile spettacolo dell’arcobaleno che si forma quando la luce solare attraversa le particelle di acqua che spruzzano nell’aria (anche noi abbiamo avuto la fortuna di vederlo!)
all’ora del tramonto, le acque della cascata riflettono una romantica e alquanto suggestiva luce dorata
La cultura islandese è intrisa di fiabe e leggende, spesso correlate ad alcuni luoghi dell’isola. La leggenda riguardante la cascata di Gullfoss, narra che, tanti anni fa, nelle vicinanze della cascata stessa, viveva il contadino Gýgur. Egli, nel corso degli anni, aveva accumulato una grande quantità di oro ma, anziché sfruttare questa ricchezza godendosi la vita, viveva col pensiero di chi avrebbe beneficiato di tutta la sua ricchezza una volta che lui fosse passato a miglior vita. Per questo motivo, un giorno, nascose all’interno di uno scrigno tutto l’oro e lo gettò nella cascata.

Gullfoss è costituita da 2 cascate aventi una portata media di 109 m³/s (140 m³/s in estate e 80 m³/s in inverno).
Nella sua totalità, la cascata è alta complessivamente 31 metri:
la prima cascata compie un salto di 11 metri
la seconda cascata fa un salto di ben 20 metri
A causa della diversa varietà di conformazione del territorio, il fiume Hvitá ha eroso gli strati di terreno con intensità differenti, intagliando così gli scaloni oggi visibili.

Ci sono due punti panoramici per ammirare Gullfoss in tutta la sua bellezza ed imponenza da diversi punti d’osservazione.
Il percorso si sviluppa lungo il fondo della gola, a ridosso dell’acqua. È fondamentale affrontare il percorso indossando un mantello impermeabile in quanto ci si avvicina tantissimo alla cascata al punto tale che l’acqua spruzza coloro che passano come una pioggia. Il sentiero culmina su una terrazza rocciosa circondata dall’acqua che scorre tra la cascata inferiore e quella superiore.
Durante il tragitto, oltre a far attenzione a proteggersi dagli schizzi d’acqua, è bene camminare con prudenza e indossando calzature adeguate in quanto il sentiero è sempre bagnato e quindi scivoloso. Maggiori e più dettagliate informazioni su come vestirsi in Islanda nell’approfondimento dedicato.
Sentiero che si snoda lungo il bordo della cresta della gola. Lungo il bordo della scogliera rocciosa ci sono svariati punti panoramici che offrono viste meravigliose!
L’accesso al sito è gratuito.

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Per il tour completo, percorrendo quindi entrambi i sentieri, sono necessari 50/60 minuti (tenuto conto ovviamente delle soste per ammirare il panorama e fare foto ricordo).

Ci sono due parcheggi: un grande, nella parte superiore ed uno più piccolo, nella parte inferiore. Entrambi sono molto comodi e gratuiti.
Il parcheggio superiore è servito con toilette, punto ristoro e shop per souvenir e articoli da regalo.

È una grande fortuna poter ammirare la cascata Gullfoss!
Probabilmente molti non lo sapranno ma, negli anni ’20, alcuni investitori stranieri avevano intenzione di costruire una diga sul fiume che alimenta la cascata per ricavane energia idroelettrica. Il proprietario del terreno, però, si oppose alla vendita. Tuttavia, il Governo diede il suo consenso agli investitori. A questo punto, allora, Sigríður Tómasdóttir, la figlia del proprietario, organizzò una protesta popolare.
Stando a quando narra la leggenda, andò a piedi a Reykjavik (120 km) e minacciò di buttarsi dalla cascata se i lavori non fossero fermati. La battaglia giudiziaria fu molto lunga e, alla fine, si concluse in un nulla di fatto ma, perlomeno, i piani per la costruzione della centrale elettrica vennero abbandonati.
La cascata e l’area circostante vennero poi acquistate dal Governo islandese e, nel 1979, venne istituita una Riserva Naturale.
Presso la cascata c’è una targa commemorativa in onore di Sigríður Tómasdóttir e di Sveinn Björnsson, l’avvocato che la sostenne durante il processo.

