
difotoediviaggi
08:06:09 Giugno 23, 2024
In questo articolo vi raccontiamo cosa vedere ad Arcos de la Frontera.
Arcos de la Frontera è una deliziosa cittadina della provincia di Cadice che si erge, maestosa, sulla cima di uno sperone di roccia. È uno dei famosi villaggi bianchi dell’Andalusia caratterizzato da casette bianche e stretti vicoli in cui girovagare senza una meta precisa.
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In provincia di Cadice e distante appena 30 km da Jerez, Arcos de la Frontera è un incantevole paesino bianco che si erge in cima ad un costone roccioso.
Il modo più semplice per raggiungere Arcos de la Frontera è essere muniti di un auto (propria o a noleggio). In alternativa puoi anche prendere parte a tour organizzati che partono da Cadice e ti portano a vistare i villaggi bianchi dell’Andulasia oppure Ronda ed Arcos de la Frontera che sono i 2 più caratteristici.


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Vi sconsigliamo vivamente di entrare in paese con l’auto: le strade sono strettissime e trovare parcheggio è praticamente impossibile (gli hotel hanno i loro posti auto). La soluzione migliore è lasciare l’auto in Paseo de Andalucia o in un parcheggio a pagamento e poi salire a piedi in paese.

Per la sua spettacolare posizione, Arcos de la Frontera la si vede già dalla strada ancora prima di arrivare. Da qualsiasi direzione si provenga, la si vede ergere sopra al Rio Guadalete, abbarbicata su un doppio sperone di roccia calcarea. Questa posizione, a dir poco spettacolare, messa in risalto dal bianco cangiante delle casette e dall’arenaria delle tante chiese che si stagliano sull’azzurro del cielo, ricorda moltissimo Ronda, un altro dei villaggi bianchi andalusi ben più noto ai più.
Una volta entrati al suo interno, Arcos de la Frontera è un gioiello architettonico attraversato da un dedalo di vicoli e stradine e circondato dalle mura del Castillo de los Arcos, un castello arabo realizzato in pietra arenaria.

Dichiarato Bene di Interesse Culturale, il centro storico di Arcos de la Frontera è un susseguirsi di torri, case bianche, palazzi rinascimentali, tante chiese e splendidi belvedere che offrono meravigliosi panorami sul fiume Guadalete.
Puerta Matrona è l’unico accesso al centro storico, unico retaggio delle antiche mura arabe.
Piazza del Cabildo è il fulcro vitale del paese, dove si concentrano gli edifici più interessanti nonché caratteristici della città: il Municipio e il Castello Ducale, una fortezza musulmana ricostruita nel corso del XV secolo. Sul lato opposto si trova il Parador de Turismo, all’interno di quella che era l’antica Casa del Sindaco. Un edificio caratterizzato da pareti imbiancate, piastrelle e grate di ferro alle finestre.
E ancora, proprio in questa piazza, è possibile accedere ad uno dei tanti belvedere.



Sempre nella stessa piazza si erge maestosa la Basilica di Santa María de la Asunción (XIII-XIV secolo), tempio con una imponente facciata gotico plateresca e una torre neoclassica.
Il campanile è rimasto incompiuto. Quello originale venne distrutto dal terremoto di Lisbona nel 1755 e, quello nuovo, stando ai progetti, avrebbe dovuto misurare 58 metri, secondo in altezza soltanto alla Giralda di Siviglia. Tuttavia, poiché i soldi terminarono, la costruzione venne interrotta e quindi il campanile come lo vediamo oggi misura “appena” 37 metri.




Come già accennato, ad Arcos de la Frontera ci sono moltissime chiese. Tra le più importanti ricordiamo anche quella di San Pedro, con facciata e torre in stile barocco e quella di San Miguel, che oggi è una sala adibita a conferenze ed esposizioni.
Nei secoli compresi fra il XV e il XVIII secolo, ad Arcos de la Frontera si insediarono parecchi ordini religiosi. Testimonianza di questo passato trapela da alcune costruzioni come il convento della Caridad del XVIII secolo e quello della Encarnación risalente invece al secolo XVI secolo. In molti di questi, ancora oggi le monache preparano deliziosi docetti che vendono. Ve ne accorgerete perché troverete esposta fuori dalla porta la locandina con i prezzi.

In generale, comunque, passeggiando nel paese, ciò che colpisce il visitatore è la bellezza dell’architettura tradizionale locale, caratterizzata da semplici case con i muri imbiancati che celano, dietro le loro porte, magnifici patii colmi di fiori.

In generale, comunque, passeggiando nel paese, ciò che colpisce il visitatore è la bellezza dell’architettura tradizionale locale, caratterizzata da semplici case con i muri imbiancati che celano, dietro le loro porte, magnifici patii colmi di fiori.
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Se vi è piaciuto questo post su Arcos de la Frontera non perdetevi allora quello su Conil de la Frontera, un altro dei pueblos blancos dell’Andulasia che, però, si trova sul mare e vanta lunghissime spiagge.