
difotoediviaggi
06:01:09 Gennaio 28, 2019
Petra, preziosa perla della Giordania, soprannominata la “ Città Rosa ” interamente scolpita nella roccia è una delle 7 Meraviglie del mondo , patrimonio Unesco , motivo di attrazione per milioni di persone ogni anno.
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Per descrivere Petra si potrebbe citare i versi di una poesia scritta nel XIX secolo da JW Burgon: “Una città rossa e rosa, antica quasi quanto il tempo” . Ma la descrizione non è del tutto esatto perchè Burgon stesso, quando visitò la città alcuni anni dopo, ebbe modo di constatare che Petra non è rossa e rosa come un salmone, e non è neppure una vera e propria città quanto, piuttosto, un monumentale cimitero.
Qui si combinano l’opera magistrale dell’uomo con quella potente ed imperiosa della natura che, se da un lato ha regalato a questo luogo l’incredibile aspetto dei giochi policromi, dall’altro scatena gli agenti atmosferici in un lento ed inesorabile lavorio di distruzione.


I primi insediamenti di Petra risalgono al VI secolo a.C. ad opera dei Nabatei, industriosa civiltà araba insediatasi in questa zona oltre 2000 anni fa, che la crearono dalla nuda roccia e che la trasformarono in uno snodo cruciale per le rotte commerciali della seta e delle spezie, grazie alle quali Cina, India e Arabia del sud entrarono in contatto con Egitto, Roma, Siria e Grecia.
Il regno dei Nabatei durò secoli; essi divennero ricchi e potenti, e lo splendore di Petra – ammirata per la sua raffinata cultura, l’architettura monumentale e l’ingegnoso complesso di dighe e canali – ne testimonia la floridezza.
Malgrado i ripetuti tentativi da parte del re seleuco Antioco, dell’imperatore romano Pompeo e di Erode il Grande di assoggettare Petra ai loro rispettivi imperi, Petra è rimasta nelle mani dei Nabatei fino al 104 d.C. quando l’imperatore romano Traiano la annesse al suo regno.

Petra, dunque, annessa all’impero Romano, fu dotata di un foro, di bagni, di un teatro e di altre strutture tipicamente romane.
Ma, con l’affermazione commerciale di Palmira, cadde in un irreversibile declino.
A partire dal XIV secolo e per quasi 300 anni, il mondo occidentale perse le tracce di Petra. Nel 1812 il sito venne riscoperto dall’esploratore svizzero Johann Ludwig Burkhardt che, travestito da arabo, persuase la sua guida locale a condurlo nel punto in cui si diceva fosse esistita “la città perduta”, facendogli credere di voler sacrificare ad Allah una capra in una tomba vicino alla quale si diceva esistesse una città sepolta.


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