
difotoediviaggi
07:07:09 Luglio 16, 2019
Cosa vedere a Osaka, la terza città del Giappone, dopo Tokyo e Yokohama, per numero di abitanti.
Pur non essendo una delle mete turistiche principali del Giappone, noi vi abbiamo trascorso un’intera giornata, l’ultima del nostro viaggio, in quanto la mattina successiva abbiamo preso il nostro volo di rientro proprio dall’aeroporto Kansai di Osaka.
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Dopo essere stati 5 giorni nella vorticosa e frenetica Tokyo che, come detto nel post apposito, ci ha letteralmente storditi e frastornati, quasi disgustati… approdare ad Osaka ci è parso un miraggio, una boccata d’ossigeno: una città “normale”, a misura d’uomo, dove, tanto per dirne una, le persone passeggiano e non corrono.
Sia ben chiaro, Osaka non è esule da neon, suoni e luci, ma tutto ciò è in qualche modo ridimensionato a livelli più umani, rispetto alla cacofonica schizofrenia da cui si viene vorticosamente fagocitati nella capitale.
In questo contesto ci si rende conto che le accecanti mille luci, le assordanti sale giochi, i locali di karaoke, i sovrastanti palazzoni, e tutto il resto che quartieri come Shinjuku, Shibuya ed Harajuku offrono, altro non sono che baracconate estremamente kitsch, divertenti per il tempo che trovano (una serata al massimo) che trasformano il centro della capitale in una sorta di “Las Vegas asiatica”.

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Impressione ed atmosfera a parte, fiore all’occhiello di Osaka è il suo imponente castello (Osaka jo) che si raggiunge attraversando un piacevolissimo enorme parco.
Gioiello del XVI secolo per volontà di uno dei più noti signori della guerra, Toyotomi Hideyoshi, il castello fu distrutto da diversi incendi a causa dei conflitti che si sono succeduti nel corso dei secoli. Rimasto indenne alla seconda guerra mondiale, fu ricostruito in tutto il suo splendore all’inizio del XX secolo.
Simbolo del castello è la sua torre principale che ospita l’interessante Museo dove è possibile scoprire la storia della sua costruzione nonché del suo ideatore grazie a materiali esposti e a monitor che mostrano scene di vita di Hideyoshi.
Salendo in cima, all’ottavo piano, si gode infine di una magnifica vista del parco e della città.

Cuore pulsante della città, dove è piacevole curiosare tra i negozi e poi trascorrere la serata, è Dotonbori, il quartiere dello shopping e dell’intrattenimento, attraversato da un romantico canale che, affiancato su entrambi i lati da suggestive lanterne bianche, riflette sfarfallando i neon di sale pachinko, negozi di action figure, megastore, bar e ristoranti.
Osaka è ritenuta una delle grandi mete culinarie del Giappone; in particolare, la specialità del posto sono i takoyaki: frittelline di polpo dalla forma sferica ricoperte di salsa otafuku, maionese e katsuobushi (scaglie di tonno essiccato e affumicato) vendute come street food. Noi, ad essere sinceri, le abbiamo mangiate decisamente più buone a Tokyo ma questa è solo questione di gusti, l’avvertenza che vale per tutti è….
ATTENZIONE: vengono serviti caldissimi, roventi dalla piastra, pertanto prima di morderli assicuratevi che l’interno non sia più ustionante!!!
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Amanti come siamo della spiritualità del mondo asiatico, non abbiamo potuto non andare alla ricerca di un tempio proprio l’ultimo giorno di vacanza. Ed è così che siamo incappati nell’Hozen-ji Temple, un deliziosissimo piccolo tempietto, nascosto tra i vicoli del quartiere di Namba, la cui peculiarità sono le statue ricoperte da muschio. Raccolto ed appartato, vi si respira pace e serenità a due passi dal centro. Qui abbiamo salutato il Giappone lasciando il nostro ema di ringraziamento e di buon auspicio per le prossime avventure!



Insomma, che dire, una meta tecnica obbligata, si è rivelata una piacevolissima scoperta!
Osaka: peccato viverla una sola giornata e lasciarla così presto!
L’avevate presa in considerazione per un ipotetico viaggio in Giappone o l’avete sempre snobbata?