pietra perduca sentiero

Chi è delle nostre zone - e limitrofi - conosce bene la Valtrebbia. Un angolo di Emilia, in provincia di Piacenza che da Cremona si raggiunge in circa un’oretta. In estate è un must per scappare dall’afosa calura della bassa padana. È un luogo meraviglioso immerso nelle verdi colline e dove ci si può rinfrescare nel Trebbia. Un posto molto amato anche dai ciclisti e soprattutto dai motociclisti che non possono resistere al fascino delle sue curve.

Ma non è finita qui.

In Valtrebbia ci sono due pietre che sono considerate le “protettrici della valle”. Sono la Pietra Perduca e la Pietra Parcellara, due monti di ofiolite che rappresentano gli affioramenti ofiolitici posti più a settentrione e più vicini alla pianura dell’intero Appennino.

Pietra Perduca e Pietra Parcellara sono molto interessanti anche dal punto di vista storico. Attorno ad esse aleggiano inoltre suggestive leggende: si narra infatti che siano state fatte cadere proprio lì da giganti o divinità pagane. Chi non è avvezzo al genere ‘magico’ può comunque raggiungere la zona perchè entrambe le pietre consentono di fare belle camminate dalle quali si viene ripagati da una meravigliosa vista a 360° sul territorio circostante.

Come prima volta ci siamo limitati alla Pietra Perduca di cui vi parliamo in questo articolo. Ma sicuramente torneremo in zona per completare il giro salendo sulla Pietra Parcellara.

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Pietra Perduca, passeggiata

L’escursione inizia a Travo (circa 30 km da Piacenza) e nello specifico dalla località Pietra, frazione di Travo. Sulla strada curvilinea che si percorre per arrivare, le due pietre si notano già da lontano come emerse dal mare. Prima di arrivare alla meta godetevi il paesaggio circostante fatto di dolci colline, filari di vigneti e campi fioriti. Vi consigliamo di organizzare questa escursione in luglio in modo che, come noi, possiate sgranare gli occhi di fronte a campi sterminati di girasoli. Un vero e proprio spettacolo che non avevamo mai visto altrove!


Lasciate l’auto sul ciglio della strada ed imboccate il sentiero Cai n. 185 che conduce ad un bivio: svoltando a sinistra si raggiunge la Pietra Perduca, a destra si va invece verso la Parcellara.
Il primo tratto di passeggiata è in salita su fondo sassoso, un po’ faticoso ma certamente fattibilissimo.

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Pietra Perduca, Oratorio di Sant’Anna 

Dopo circa 20/25 minuti di camminata tranquilla, siete alla base della pietra, alta 659 m. Una scalinata non regolare e ricoperta di ghiaia conduce all’Oratorio di Sant’Anna, deliziosa chiesetta medioevale, eretta nel X secolo. L’oratorio, piccolo e dalle forme semplici, è dedicato a sant’Anna, la moglie di Gioacchino che, in età avanzata, concepì la Vergine Maria. La chiesetta purtroppo è sempre chiusa, ad eccezione di una volta l’anno quando a fine luglio si tiene la festa. La piccola costruzione sembra quasi che cerchi di esorcizzare i misteri pagani delle due vicine ‘pietre’. Di suo non ha nulla di particolare, ma è il contesto a creare suggestione.

Per comodità organizzativa vi segnaliamo che alla base dell’oratorio vi è un’area pic-nic con un paio di tavoli di legno. In questa zona può terminare qui il percorso chi soffre di vertigine ma, come potrete vedere tra poco, sarebbe davvero un peccato!

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Pietra Perduca, Tritoni 


In posizione sopraelevata rispetto alla chiesetta si trovano, incavate nella roccia, due piccole vasche rettangolari realizzate in epoca preistorica, nell’Età del Bronzo. Non se ne sono mai viste così altrove! Molto probabilmente erano in origine state pensate come contenitori per l’acqua piovana; i contadini, più poeticamente, le hanno invece denominate ‘letti dei santi’ pensando che, giustamente, anche questi, fra un miracolo e l’altro, avessero bisogno di un po’ di riposo.
Le due vasche sono colme d’acqua e ospitano una colonia di tritoni, anfibi che hanno bisogno di acqua pura per sopravvivere. I tritoni sono delle specie di lucertole, draghetti, che si riproducono in primavera. Nelle vasche della Perduca si riproducono tutte e tre le specie di tritone presenti nel nord Italia: il tritone crestato, il tritone punteggiato e il tritone alpino.

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Pietra Perduca, Paesaggio circostante

Arrampicandosi sulla cima della pietra, dove ormai sarete arrivati se avete voluto scoprire le vasche dei tritoni, la vista spazia a 360° sul paesaggio circostante. Un dolce spettacolo fatto di verdi colline. Davvero bellissimo e che ripaga dello sforzo per essere arrivati fin lì.

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Pietra Perduca, geologia

Si tratta di una roccia eruttiva di natura ofiolitica, costituita a causa del movimento delle placche della crosta terrestre mediante processi di fusione e successiva solidificazione del mantello.Il processo è avvenuto a circa 250 milioni di anni fa. Di colore molto scuro, quasi nero, durante la giornata, al calar della sera assume splendide sfumature rossastre.

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Pietra Perduca, storia e sacralità

Il sito dove emerge la Pietra Perduca è stato legato alla sacralità fin dall'antichità.

I culti pagani celto-liguri del IV secolo a.C. si sono evoluti nel culto precristiano della dea Minerva Medica che ha avuto il suo centro nell'odierna Caverzago.

Il territorio è stato poi interessato dal primo processo di cristianizzazione delle zone rurali da parte del vescovo Savino nel VI secolo.

L'antico tempio dedicato alla dea Minerva, situato sulla pietra Perduca, si è trasformato in seguito nella chiesa di Sant'Anna e la festa annuale a lei dedicata, prima di divenire una normale sagra estiva, era il luogo in cui si celebravano i matrimoni, si benedivano i bambini nelle acque ritenute curative delle vasche, e si chiudevano anche le questioni in sospeso, con esiti a volte infausti.

Si dice infine  che l’acqua delle vasche in estate non evapori e in inverno non ghiacci. Alcuni ipotizzano che queste vasche siano alimentate da una sorgente sotterranea, mentre gli storici ipotizzano che vi venissero immerse le donne per favorire la fecondità.

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Pietra Perduca. Come arrivare

L’escursione inizia a Travo (circa 30 km da Piacenza) e nello specifico dalla località Pietra, frazione di Travo. La strada per arrivare è curvilinea ma altamente paesaggistica.
Lasciate l’auto sul ciglio della strada ed imboccate il sentiero Cai n. 185. A pochi metri dall’inizio troverete un bivio: svoltando a sinistra si raggiunge la Pietra Perduca, a destra si va invece verso la Parcellara.

Onestamente, pur avendolo “dietro casa”, non eravamo a conoscenza di questo posto. Ci è piaciuto davvero tanto. Per la bella camminata, la tranquillità che si respira perchè non è molto affollato, per lo splendido paesaggio da ammirare e per le interessanti vicende mistico-storiche che gli ruotano attorno.

Sicuramente, a breve, faremo un’altra gita per completare il giro e salire sulla Parcellara!


E voi ci siete mai stati? Ne avevate mai sentito parlare? Conoscete altri luoghi simili da suggerirci?