barbaresco nelle langhe

Su una delle rocche lungo le anse del Tanaro, svetta la torre di Barbaresco, simbolo del paese.

Spesso inteso solo come vino  pregiato, in realtà Barbaresco è anche un delizioso borgo. 

barbaresco enoteca in una chiesa

Barbaresco. Storia ed etimologia

Barbaresco era una barbarica “silva, prima occupata dai Liguri e poi dai Romani. Da questa caratteristica deriverebbe il nome del paese.

Un’altra teoria vuole che il nome derivi dai “Saraceni”, soprannominati “Barbareschi”.

E' comunque alla presenza dei Liguri che vanno attribuiti i nomi di alcuni cru prestigiosi della DOCG Barbaresco, come “Asili” (rifugio) e “Martinenga” (dedicato a Marte).

Barbaresco. Cosa Vedere

Visitare Barbaresco è rapido e semplice. Il borgo, sviluppato su un’altura, si raggiunge con qualche curva tra meravigliosi cru, aree collinari adatte alla coltivazione di uve d’altissima qualità.

Il borgo è sostanzialmente costituito da un’unica lunga via.

Si parte dall’Enoteca Regionale del Barbaresco, sita nella chiesa sconsacrata dedicata a San Donato, edificata a metà 800 come ringraziamento per la produzione vitivinicola.

Proprio di fronte all’Enoteca parte Via Torino che arriva alla Torre Medievale, il simbolo del paese stesso che si vede arrivando in lontananza.

Il borgo, o per meglio dire, l’unica via che costituisce il borgo, è un susseguirsi di osterie tipiche e cantine dove effettuare degustazioni e acquisti.

barbaresco borgo

La torre di Barbaresco

Si tratta di una piccola Torre d’assedio rivisitata in chiave moderna. Si può salire in cima fino a 30 metri di altezza.

Il Museo Cavazza

Al secondo piano della Torre è allestito il Museo Cavazza, dedicato all’enologia.

Nel 1894 Domizio Cavazza, all’epoca direttore delle Regia Scuola Enologica di Alba, acquista il castello di Barbaresco con proprietà nelle zone Pora e Ovello e fonda le Cantine Sociali di Barbaresco: ha così avvio il fondamentale lavoro di miglioramento qualitativo del Barbaresco ad opera di Cavazza.

Lo stesso anno Cavazza codificò il metodo moderno per la vinificazione del Nebbiolo e lanciò sui mercati nazionali il vino Barbaresco, vinificato secco, accostandolo al già famoso Barolo.

La vera storia del Barbaresco inizia quindi solo nel 1894, quando Domizio Cavazza fondò la Cantina Sociale di Barbaresco. In quell’anno furono vinificate le prime dieci tonnellate di uva il cui succo fermentato avrebbe finalmente assunto il nome di Barbaresco su di un’etichetta stampata.

La sala dei 5 sensi

Al 3° livello della torre è allestita la “Sala dei 5 sensi”, un ambiente moderno dove condurre analisi sensoriali con l’ausilio della tecnologia e una proiezione 3D dell’area del Barbaresco DOCG.

La terrazza panoramica

L’ultimo livello della Torre è la Terrazza Panoramica, a 30 metri dal suolo ma a più di 200 dal fiume sottostante.

Da qui si ammira un panorama mozzafiato che permette di abbracciare, in un unico colpo d’occhio, l’intero mare di colline circostanti, il corso del fiume Tanaro, Alba, Cherasco da un lato e la lontana Asti dall’altra.

Sulla terrazza panoramica è possibile prenotare ed effetturare:

  • Degustazioni
  • Aperitower/Cene
  • Taglieri e proposte gourmet
  • Cene esclusive - (da concordare con la direzione)
  • Eventi rpivati - (da concordare con la direzione)

Curiosità: nel 1821 la torre venne scoperchiata per per allestire un gigantesco falò in segno di benvenuto al Re vitootrio Emanuele I in visita al castello di govone, dall’altra parte del Tanaro.

barbaresco torre
langhe barbaresco borgo

Torre di Barbaresco. Prezzi e orari e info

Ingresso € 2,00

Dalle 10:00 alle 19:00 la Torre è aperta per visite e per le degustazioni in terrazza e degustazioni guidate.

Dalle 19:00  la Torre è aperta per gli aperitivi e cene in terrazza.

Per info e prenotazioni:

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Tel +39 333 9040135

barbaresco panorama

Barbaresco. Come arrivare

La strada più panoramica (con qualche curva) è la SP3 che collega Alba con Barbaresco, passando dalle località Pertinace e Tre Stelle.

Più rapida e lineare, ma meno panoramica, la A33 (pedaggio non attivo). Uscire a Castagnito, oltrepassare il Tanaro e inerpicarsi al borgo.