festival di sanremo mostra

Durante la settimana del Festival di Sanremo, al Forte di Santa Tecla è stata allestita la mostra “Sanremo 70″, a cura di Andrea Di Consoli e Dario Salvatori, con la collaborazione di Barbara Francesconi, Sergio Gigliati, Laura Massacra e allestita da Rai Teche e Rai Direzione Creativa.

Noi ci siamo capitati praticamente per caso, passeggiando sul lungomare durante un fine settimana tra Sanremo e Mentone, esattamente la settimana successiva al famoso festival canoro.

Siamo sinceri e lo diciamo subito: non siamo dei grandi fan del Festival e siamo entrati alla mostra perchè esortati dall’usciere gentile e parecchio convincente. Così, per non essere scortesi, siamo entrati, anche se un po’ titubanti. E invece, davvero una gran bella sorpresa!

“Sanremo 70”, la mostra

“Sanremo 70” è una mostra che ripercorre 70 anni di canzoni, e non solo.

Una narrazione distribuita in 5 sale, concepita in modo tale da alternare aree cronologiche ad aree tematiche. Con oltre 300, tra foto, abiti, oggetti e ricordi, per rivivere le numerose trasformazioni di un evento musicale, che da radiofonico è diventato uno dei momenti di maggiore successo nel mondo dello spettacolo italiano.

C'è proprio tutta la storia del Festival e dei suoi cambiamenti, cambiamenti che rispecchiano anche l'evoluzione dei costumi del Paese.

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1951-1954 - Gli anni della radio

La prima sala, ambientata in un salotto anni '50 con tanto di divano e vecchia radio, è l'introduzione al vero e proprio “cuore” della mostra. Si rievocano gli anni in cui il Festival di Sanremo era una prestigiosa trasmissione radiofonica. Lo svolgimento della rassegna, dal 29 al 31 gennaio, viene trasmesso alla radio dalla Rete Rossa (l’attuale Rai Radio 2) dalle 22:00 alle 22:45, per poi riprendere alle 23:30 con le canzoni prescelte e i vincitori. 

1977 - Dal Casinò all’Ariston

Dopo i primi anni in radio, il Festival si svolgeva al Casinò. L’anno di svolta, che segnò il passaggio di consegne dal Casinò al Teatro Ariston, è il 1977. Per tutto l’anno precedente si raccontò una pietosa bugia ossia che il casinò necessitava di lavori di manutenzione e, pertanto, la rassegna sarebbe stata trasferita “momentaneamente” all'Ariston.

In realtà, il Festival non tornò mai più nel luogo in cui era nato.

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1955 - 1959 La melodia e l’acuto

La novità della quinta edizione del Festival di Sanremo è la televisione. E’ un quinquennio davvero importante: la TV riesce a cogliere e trasmettere i momenti più salienti del Festival e, inoltre, si registra un grande cambiamento anche dal punto prettamente musicale: si passa infatti dal “bel canto all’italiana” alle nuove tendenze “urlate” provenienti dall’America. 

1964-1970 Sanremo internazionale e Sanremo nel mondo

L’organizzatore Gianni Ravera apre le porte a interpreti stranieri purchè cantino in italiano

E’ opinione diffusa che la prima canzone del Festival ad essere esportata fu “Nel blu dipinto di blu”, che gli americani ribattezzarono subito in “Volare”. In realtà, già nel 1952 Bing Crosby si innamorò di “Papaveri e papere” e la fece tradurre in inglese; lo stesso accadde con “Casetta in Canadà”, mentre nel 1965 Elvis Presley decise di cantare in inglese “Io che non vivo senza te”.

Anni 70 - Sanremo superstar

A partire dagli anni 70 Sanremo apre le porte a ospiti stranieri; inizialmente cantanti, poi anche attori, comici, performer, uomini di cultura etc… Insomma stiamo assistendo ad un cambiamento anche sociologico della manifestazione che, pian piano, va trasformandosi da puro concorso canoro a vero e proprio spettacolo di intrattenimento a 360°, un mega TV show. Alcuni degli ospiti che hanno lasciato il segno: Freddy Mercury, i Duran Duran, Madonna, Sting, Bono, Robert De Niro, Dustin Hoffman e John Travolta.

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Approfondimenti e curiosità

La mostra “Sanremo 70” non è solo storia e cronologia. Ci sono parecchi focus di approfondimento e curiosità davvero interessanti e divertenti.

Dal Maestro cerimoniere al Presentatore

Si ricordano infatti i maestri di cerimonia - poi divenuti - i presentatori - che si sono succeduti: Nunzio Filogamo aprì la I edizione del Festival di Sanremo, e dopo di lui fu la volta di attori, comici, annunciatrici ed ex cantanti; fino al 1963 quando al timone sale, a pieno titolo, Mike Bongiorno, seguito a ruota dall’altra colonna portante del Festival, Pippo Baudo.

Le scenografie

L’arte scenografica entra in gioco a partire dal 1957. A voltare e rivoltare, per 20 anni, il palcoscenico del teatro delle feste del Casinò, è Lorenzo Musso. Quando poi la rassegna approda all’Ariston, la figura dello scenografo diventa di grandissima importanza. Nomi quali Milos Anelli Monti, Gianfranco Ramacci, Cesarini da Senigallia, Gaetano Castelli, fino al premio Oscar Dante Ferretti, si sono passati il testimone di un compito certamente onirifico ma anche molto oneroso.

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Leggende senza vittoria

Una sezione singolare ma quantomai veritiera. Non sempre, infatti,un concorso o una competizione premia i migliori. E anche il Festival di Sanremo non ha fatto eccezioni in tal senso. Non sono state rare le edizioni in cui, talenti all’epoca poco conosciuti - poi divenuti star mondiali - sono arrivati in coda alla classifica.

Due casi su tutti: Vasco Rossi e Zucchero.

Sulla stessa linea anche il fatto che, in una competizione canora, esiste anche il rischio che vengano escluse canzoni cantate da artisti di prim’ordine; ricordiamo Milva, Mina, Lucio Battisti, Ornella Vanoni, Lucio Dalla, Rino Gaetano, Renato Zero, Luigi Tenco, Mia Martini e Gino Paoli.

I record

Sezione curiosa e divertente. Chi è il cantante che ha vinto più volte? E il presentatore che ha fatto gli onori di casa per più edizioni? Impossibile elencare tutti i record del Festival. Certamente il dato più considerevole e su cui organizzatori & Co puntano sempre l’attenzione, è il tasso di ascolti. Con un ovvio andamento altalenante, in linea di massima, il Festival di Sanremo ha sempre registrato un audience altissimo. E poi, il fatto stesso che un festival canoro sia giunto alla settantesima edizione non è un record già di per sè?!?

I look di Sanremo

Sanremo si ricorda anche per gli abiti che si sono succeduti sul palcoscenico e che hanno fatto parlare, vuoi per l’eleganza o per l’eccentrica (generalmente voluta) bizzarria.

Il "look" di Sanremo è è infatti protagonista della terza sala dove sono esposti i vestiti indossati sul palco da artisti come Gigliola Cinquetti, Mia Martini, Iva Zanicchi e Michelle Hunziker. Di Dalida è invece esposto il celebre abito rosso che la stessa Dalida avrebbe dovuto indossare l'ultima sera di gara; ma così non fu perchè la sua canzone venne eliminata. Si trattava della triste edizione del 1967, quando Luigi Tenco si tolse la vita.

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Si passa poi a una sala in cui viene proiettato un video che permette di rivivere i momenti salienti di 70 anni del Festival, attraverso materiali d'archivio e montaggi creativi. 

In chiusura, lo spazio degli oggetti e dei ricordi, con alcuni "reperti" della storia del Festival che appartengono alla grande storia della Rai e, in molti casi, alla memoria collettiva.

Una mostra davvero interessante, molto ben strutturata e approfondita al punto giusto.

Ideale per tutti.

Perfetta per chi, già avanti con gli anni, ha potuto rivivere le prime edizioni e chi, invece, più giovane e moderno, ha avuto modo di toccare con mano l’evoluzione di una manifestazione - pilastro della storia italiana - dagli esordi allo spettacolo mediatico a tutto tondo che è oggi.

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