Spesso bistrattata e sfruttata solo come scalo aereo, Singapore merita di essere visitata e non solo ‘sfruttata’ come pit-stop. Noi, per esempio, abbiamo colto l’occasione dello scalo aereo del viaggio verso Bali, fermandoci nella “Svizzera dell’Asia” 5 giorni, il tempo sufficiente per farsi un’idea generica e vedere le cose principali di una realtà altamente dinamica e seducente.

Singapore conta oltre cinque milioni di abitanti, di diverse nazionalità: cinese, malese, indiana, asiatica ed europea. Da questa mescolanza etnica ne consegue un mix di fattori: linguistici, gastronomici e religiosi che convivono pacificamente.

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Singapore è una Città-Stato in continua espansione, quarto principale centro finanziario del mondo nonché  una delle principali città cosmopolite del globo che riveste un importante ruolo nel commercio internazionale e nella finanza, che attrae e stordisce con le sue innumerevoli attrazioni e per le sue molteplici sfaccettature.

Lo skyline ricorda quello di New York ma, anziché la Statua della Libertà, il simbolo di Singapore è il Merlion, una statua-fontana con la testa di leone e il corpo di pesce. Curiosa, eccentrica e - per certi versi - un po’ kitsch, la mascotte singaporeana accoglie i visitatori sulla Marina, lungo il River, e si presta amichevolmente all’immancabile foto ricordo da portarsi a casa!

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Se si dovesse descrivere Singapore in una parola, non ci sono dubbi: poliedricità.

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Svettanti architetture moderne ed avveniristiche convivono a fianco di tradizionali templi avvolti dai fumi dell’incenso; uomini d’affari si dirigono verso i loro uffici “armati” di caffè king size made in Starbucks, mentre folti gruppi di fedeli indù provvisti di offerte - quali fiori, frutta, riso, dolci, acqua e latte - si dirigono nei loro coloratissimi templi per onorare le loro divinità con coinvolgenti ed emozionanti puja. Nello stesso momento, cinesi orgogliosi della loro millenaria tradizione, lavorano freneticamente nella tentacolare Chinatown; e la componente islamica del Paese gusta cous-cous e tajine tra le colorate casette di Arab Street dopo aver pregato nella maestosa Moschea del Sultano che pare uscita da “Le Mille e Una Notte”.

Tutto ciò avviene quotidianamente a Singapore, in un pacifico melting pot culturale che affascina ed ammalia.

Curiosi di saperne qualcosa di più? Leggete il posto “Singapore e i suoi quartieri”.