Da Amman verso i Castelli del Deserto della Giordania

Per visitare i cosiddetti Castelli del Deserto della Giordania, una serie di edifici costruiti dai califfi Omayyadi nel VII secolo d.C., splendidi esempi dell’arte e dell’architettura islamica dell’antichità, vale la pena addentrarsi nel pietroso deserto orientale che si estende per centinaia di km ad est di Amman, fino ad arrivare in Iraq.

Pare che i califfi di Damasco, abbiano cercato sollievo dalla vita di città e dalle problematiche politiche facendosi costruire una serie di castelli, palazzine di caccia, caravanserragli e locande dove rifugiarsi e godere di ozi, vizi e piaceri della vita.

Non si tratta pertanto di veri e propri castelli nel vero senso della parola; il termine “Castelli del deserto” è stato infatti attribuito a questi edifici nel XIX secolo dagli archeologi per mero scopo accattivante.

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Qasr Azraq

Partiamo dal punto più estremo (100 km da Amman), nell’oasi di Azraq, dove c’è un grande castello in basalto nero.

Il forte fu costruito dai Romani nel III secolo, utilizzato poi da bizantini ed omayyadi, lo qasr venne infine occupato nel 1917 da Lawrence d’Arabia che lo scelse quale sede del proprio quartier generale durante la Rivolta araba. Le parti salienti del forte sono la massiccia porta d’ingresso, la piccola moschea incastonata nel cortile e la stanza di Lawrence.

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Qusayr Amra

Ritornando verso Amman s’incontra il Qusayr Amra, il castello meglio conservato non a caso denominato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

Costruito tra il 711 e il 715 come residenza votata ai piaceri e al tempo libero, qui i califfi omayyadi venivano per rilassarsi.

Pezzo forte di questo piccolo stabilimento termale sono gli affreschi licenziosi che ricoprono le pareti e i soffitti interni.

Le stanze sono infatti ricoperte da immagini che evocano ed esaltano una gioiosa umanità: donne nude, suonatrici di strumenti musicali, danzatrici, cavalieri, arcieri, frutti succulenti, vigne, scene di caccia e di artigianato, amorini, oltre a effigi di re sconfitti.

La vivacità coloristica e la ricchezza di dettagli di questi affreschi contrasta con l’aspra desolazione del deserto circostante.

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Qasr Kharana

Solida e massiccia, questa costruzione risalente al VII secolo, munita di torri angolari e strette feritoie, ha tutta l’aria di essere una fortezza difensiva.

Ad un esame più attento, in realtà, si scopre che le torri sono piene, e quindi non potevano alloggiarvi i soldati, mentre quelle che dall’esterno possono essere interpretate come feritoie altro non sono che finestre “inclinate” per far entrare l’aria ma non la polvere durante le non rare tempeste di sabbia.

Da fuori l’edificio appare grande, in realtà, una volta entrati, ci si rende conto delle sue reali dimensioni: il cortile interno occupa un’area di appena 35 mq. Attorno a tale corte, collocate su due piani, si aprono stanze realizzate secondo un’architettura labirintica.

Per la sua struttura interna, e per la posizione strategica all’incrocio di molte piste del deserto, è più plausibile che lo Qasr Kharana fosse un luogo di incontro tra califfi omayyadi e beduini locali, nonchè terreno neutrale dove i capi di clan rivali si riunivano per discutere.

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