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Molto vicina a Tokyo, e quindi raggiungibile dalla capitale in un’oretta circa di treno,  merita una gita giornaliera Kamakura, uno dei luoghi più storici del Giappone, con molti templi zen e il magnifico Daibutsu-den, alias il Grande Buddha.

Piccola e tranquilla cittadina costiera immersa nella storia millenaria del paese, Kamakura, con i suoi 65 templi e 19 santuari, è definita “capitale zen”.

Il primo tempio in cui ci si imbatte: l’Engaku-ji

Una volta giunti in stazione (facciamo a meno di dirlo, PUNTUALISSIMI!), la visita inizia all’Engaku-ji, il secondo tempio zen di Kamakura per importanza ma, generalmente, il primo ad essere visitato, proprio per la sua vicinanza alla stazione ferroviaria.

Costruito per onorare i soldati giapponesi e mongoli che persero la vita durante i 2 infruttuosi tentativi di invasione del Giappone del 1274 e 1281, il santuario è un complesso di austeri edifici lignei immerso in un vasto lussureggiante giardino in cui si passeggia amabilmente.

L’atmosfera è tranquilla e piacevole; un senso di profonda spiritualità aleggia nell’aria e trova culmine quando, in uno dei tanti edifici che costituiscono il complesso, ci imbattiamo in una cerimonia con tanto di monaci officianti.

Davvero emozionante! E’ stata infatti l’unica volta in Giappone! In effetti, rispetto a molti paesi del sud-est asiatico e rispetto a Bali, dove la spiritualità scandisce la quotidianità delle persone, qui in Giappone, la religione è  qualcosa di teorico-formale; la maggior parte dei giapponesi moderni, addirittura, conosce a malapena i dogmi fondamentali dello shintoismo e del buddhismo, e molti di essi non si considerano “religiosi” nel vero senso della parola.

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Il più importante tempio zen di Kamakura, il Kencho-ji

Dopo una bella scarpinata - un po’ noiosa perchè paesaggisticamente non offre nulla di particolare rilievo - raggiungiamo il più importante tempio zen di Kamakura, il Kencho-ji, quartier generale della scuola del buddhismo Rinzai , nonché più antico monastero zen del Giappone. L’ingresso è segnato da un grande padiglione, il San-Mon con il tetto in rame. Superato il San-Mon si giunge al padiglione di venerazione dove, anziché il canonico Buddha o la Dea Kannon (che in Giappone va per la maggiore) viene onorato Jizo, il protettore dei bambini.

Alle spalle di quest’altro edificio si raggiunge quello che, secondo noi, a nostro gusto, è il top del tempio: la zona sacra, ove si accede ovviamente scalzi, e che si visita girando attorno ad una sorta di balconata che segue un percorso obbligato, per ammirare il graziosissimo giardino zen con tanto di laghetto. Anche in questo caso, il giardino è stato concepito sulla base dei fondamenti zen quali equilibrio, minimalismo e bellezza.

La grazia e l’eleganza emanati dall’ambiente sono difficile da spiegare; questi luoghi infondono una pace e una serenità che riempiono il cuore.

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Il santuario più grande ed importante di Kamakura: il Tsurugaoka Hachiman-gu

Il percorso continua, e tutt’altra atmosfera si respira nel santuario più grande ed importante della città: il Tsurugaoka Hachiman-gu. Qui, infatti, a farla da padrona sono il clima festoso dei fedeli , la confusione generata dalla quantità di persone (turisti e fedeli) e il vivace color vermiglio che predomina ogni dove. Il complesso, dedicato alla dea della guerra, e il cui padiglione principale si raggiunge percorrendo una ripida scalinata, è racchiuso tra due laghetti che, con i loro ponticelli “a schiena d’asino” regalano quel tocco orientale che… ti aspetti!

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Il simbolo di Kamakura: il Daibutsu, il grande Buddha bronzeo

Conclusa la full immersion tra i santuari di Kamakura, si prende un bus per raggiungere il simbolo della città: il Daibutsu, il grande Buddha bronzeo forgiato circa 750 anni fa.

La statua gigante troneggia su un piedistallo al centro di una sorta di ‘piazzetta’. Il Grande Buddha in meditazione accoglie i visitatori con sguardo serafico. La sua imponenza lascia a bocca aperta, mentre la sua compostezza e il sorriso enigmatico emanano un che di magico.

Risalente a metà 1200, il Daibutsu di Kamakura fu fatto costruire per competere con il fratello-rivale di Nara. Per saperne di più di quest’ultimo leggete il post “Nara - A tu per tu con i cervi e il grande Buddha”.

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