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Da sempre il Giappone esercita un fascino irresistibile

Meta mitologica per tanti avventurieri del passato, ancora oggi la Terra del Sol Levante attrae, sorprende ed ammalia. Sarà per la sua grande varietà culturale, sarà per la natura che ai cambi di stagione si colora di un’indescrivibile bellezza, certo è che il fascino di questa terra magica risiede nell’inatteso connubio tra la modernità delle città e un passato feudale di cui tutt’oggi conserva le usanze.

Terra così lontana ma in realtà così vicina

Sushi, bonsai, kimono, karaoke, karate, kimono, origami, katana, geisha, samurai, etc…. Non ci avevate pensato? Sono tutte parole di cui conosciamo perfettamente il significato e che sono entrate nell’uso comune.

Basta poi pensare ai cartoni animati che ci hanno fatto compagnia nei pomeriggi della nostra infanzia...

Insomma, siamo in contatto con la realtà giapponese fin da quando eravamo bambini!

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La doppia personalità del Giappone

Il Giappone è come se avesse una doppia personalità, e questa dicotomia la si trova ovunque. Metropoli caotiche e sfavillanti in continuo fermento e piccoli villaggi rurali e sonnolenti,  il Monte Fuji dalla cima innevata e un treno superveloce che sfreccia fra i ciliegi in fiore, templi dei secoli passati dove si celebrano riti del tè in perfetta sintonia con grattacieli, uomini d’affari in giacca e cravatta e geishe avvolte in eleganti  kimono, la metropolitana affollata e porte di carta di riso con scarpe ammassate all’entrata, tecnologie all’avanguardia e percorsi sacri allo shintoismo e al buddismo zen.

Un paese in movimento, con treni ad alta velocità, un continuo via vai di pendolari e tecnologie che sono già vecchie il giorno dopo; ma è anche il paese della meditazione, di templi dove si respira un silenzio quasi reverenziale e di una generazione anziana che scandisce la sua vita in sintonia con lo scorrere delle stagioni.

Il mito del lavoro

Alla base della società giapponese vi è una vera e propria maniacale ossessione per il lavoro che porta le persone ad essere degli automi che corrono in continuazione. Il risultato è una società deumanizzata (non è un caso che è stato registrato proprio in Giappone il più alto tasso di suicidi in età giovanile!) in cui le persone, per trovare una valvola di sfogo, si alienano in mondi paralleli rasentando la follia: si vestono come i personaggi dei loro manga preferiti, passano le serate chiusi in assordanti sale giochi per sfondarsi con queste “droghe elettroniche” fino a sfinirsi, tanto per dire le più evidenti.

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La continua ricerca di una società “perfetta”

Vivendo anche solo per pochi giorni in Giappone si tocca con mano questa doppia anima. Da una parte, si è alla continua ricerca di una società “perfetta” dove tutto funziona magicamente bene grazie al comune senso civico di tutti che vivono la quotidianità all’insegna di principi quali il rispetto e l’educazione; il contraltare di questo mondo perfetto tanto anelato - e apparentemente - ottenuto, è però la deriva anaffettiva venutasi a creare: una società fatta di persone che non si fermano mai perchè troppo impegnate ad andare sempre il più veloce possibile.

Nel nostro modo di pensare e vivere le cose, un viaggio è un’esperienza di vita da cui si apprende e si porta sempre a casa qualcosa

Cosa abbiamo portato a casa

La lezione che abbiamo imparato qui in Giappone è che la perfezione, a questo mondo, non esiste

Occorre vivere con consapevolezza e buon senso, dosando i pro e contro di ogni cosa: sfruttare i comfort e i vantaggi offertici dalla modernità e della tecnologia coniugandoli ai valori della tradizione e ai sentimenti, senza mai perdere di vista il fatto che, una pausa, ogni tanto, è necessaria per ricaricarsi e dare il meglio di noi!

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