Phnom Penh, la capitale della Cambogia: cosa vedere, come arrivare e quanti giorni stare

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Phnom Penh è la capitale della Cambogia. Conta circa 2 milioni di abitanti. Adagiata sulle sponde del fiume Mekong, è un grande porto fluviale. Come la maggior parte delle grandi città del sudest asiatico è molto caotica e sempre trafficata. Nelle sue strade sfrecciano motorini con a bordo anche 3 passeggeri o intere famiglie. Tra le vie, sempre brulicanti di persone, si incontrano di continuo venditori di ogni genere di prodotto, dalle ricariche per accendini al latte di cocco.

Il centro della città è piuttosto contenuto e si riesce a girare a piedi. Tutte le principali attrazioni sono a poca distanza dai Palazzo Reale, il cuore di Phnom Penh.

In occasione del nostro viaggio in Cambogia, siamo stati a Phnom Penh 3 giorni e in questo articolo vi raccontiamo cosa vedere a Phnom Penh, come arrivare e quanti giorni conviene soggiornare.

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Quanti giorni conviene stare a Phnom Penh?

Per riuscire a visitare le principali attrazioni della città con la giusta calma, l'ideale sarebbe soggiornare a Phnom Penh almeno 3 giorni. La tappa in questa città è praticamente obbligata dato che, arrivando in Cambogia in aereo, si atterra proprio in capitale. Conviene quindi programmare il proprio viaggio preventivando un paio di giorni di sosta qui all'arrivo o alla fine prima di ripartire per il rientro a casa.

Come arrivare a Phnom Penh?

Dall'Italia, e dall'Europa in generale, non ci sono voli diretti per la Cambogia. È necessario quindi fare uno scalo a Singapore, Hong Kong, Kuala Lumpur, Ho Chi Minh (Saigon), Vientiane o Guangzhou. Noi, volando con Qatar Airlines, facemmo uno scalo tecnico di 1 ora circa in Vietnam. Tuttavia, lo scalo più comodo resta Bangkok.

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Cosa vedere a Phnom Penh: il Palazzo Reale

Il luogo più importante della città si trova proprio in centro, lungo le rive del Tonle Sap River.

Fu costruito nel 1860. Seppur in dimensioni molto ridotte, ricorda moltissimo il Palazzo Reale di Bangkok, in Thailandia. Poiché costituisce la residenza ufficiale della famiglia reale, solo un'area del complesso è accessibile ai visitatori.

Ecco le principali zone visitabili.

      • Chan Chaya Pavilion, “Il Padiglione della Luna. Sito a fianco dell’ingresso principale si nota subito per l'elaborato tetto multi-falda in stile Khmer-Thai. Viene principalmente utilizzato per le esibizioni delle danzatrici reali e come tribuna del sovrano. La sua costruzione risale agli anni 1913-14

      • Sala del Trono o dell'Incoronazione: sala utilizzata per le incoronazioni e altre cerimonie ufficiali, come ad esempio la presentazione delle credenziali di diplomatici stranieri. Anche questa sala è sormontata da una copertura multi-falda in tipico Khmer-Thai e da una torre imponente alta ben 59 metri. Sulla torre, a mo' di decoraizone, troviamo 4 volti di Brahma, una decorazione che, stilisticamente, ricorda il Bayon di Angkor. Accedendo nella sala interna si ammirano due troni reali, il Reach Balaing e il Preah Thineang Bossabok, ed anche due statue in oro massiccio del sovrano Sisowath Monivong il quale, dal 1927 al 1941 fu il sovrano del Protettorato Francese di Cambogia

      • Stupa Reali: area del complesso in cui troviamo la Biblioteca, dove sono custoditi i testi sacri del Buddhismo, una statua del Re Norodom, e 4 stupa che contengono le ceneri di vari Re e di alcuni loro famigliari

      • Padiglione di Napoleone III: struttura a forma di ferro di cavallo che, nel 1876, l'imperatore francese donò al re Norodom

      • Una statua di Re Norodom a cavallo

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La Pagoda d'Argento

Collocata al centro del complesso del Palazzo Reale, la pagoda d'Argento è il pezzo forte del palazzo stesso. Il nome è un chiaro riferimento allo scintillante pavimento ricoperto da più di 5.000 piastrelle d’argento, ognuna delle quali pesa 1 kg. Per ragioni di protezione, la maggior parte della pavimentazione è nascosta da una copertura; tuttavia, nei pressi dell'ingresso, si riesce a scorgere qualche piastrella.

Il tempio è noto anche come Wat Preah Keo, ovvero, Pagoda del Buddha di smeraldo. In origine fu costruito in legno nel 1892 su chiara ispirazione del Wat Phra Keo di Bangkok.

Per accedere al tempio si deve percorrere una imponente scalinata in marmo bianco di provenienza italiana. Lungo le pareti si possono ammirare spettacolari esempi di artigianato khmer, tra cui decine di Buddha d’oro e maschere preziosamente decorate.

Il Buddha di smeraldo – molto probabilmente realizzato in cristallo Baccarat – è posto su un piedistallo dorato. Di fronte, un Buddha d’oro a grandezza naturale decorato con più di 2.000 diamanti, il più grande dei quali pesa 25 carati ed è incastonato nella corona.

La Pagoda d'Argento costituisce uno dei pochi luoghi della Cambogia in cui è possibile ammirare testimonianze autentiche dello splendore dell’antica civiltà khmer. Questo sito, infatti, venne risparmiato dalla furia distruttiva dei khmer rossi che volevano dimostrare al mondo esterno la loro volontà di tutelare e preservare le ricchezze culturali del loro Paese.

Palazzo Reale di Phnom Penh: info e consigli per la visita

Il palazzo è aperto tutti i giorni ad eccezione di occasioni particolari come le cerimonie ufficiali.

Per accedere al complesso occorre essere vestiti in maniera adeguata. Indossare quindi magliette o camicie con maniche lunghe fino al gomito e pantaloni al ginocchio (meglio se lunghi). Per accedere nelle zone sacre, bisogna anche togliere le scarpe. Se non si fosse adeguatamente abbigliati, all'ingresso vengono comunque forniti ai turisti appositi indumenti.
L'ingresso è a pagamento. La domenica è possibile dover fare lunghe code per accedervi.

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Cosa vedere a Phnom Penh: Wat Ounalom

A breve distanza dal Palazzo Reale, il Wat Ounalom è il monastero più importante di tutta la Cambogia che ospita la sede del patriarca buddhista, la figura religiosa più importante del Paese. Sul retro c'è uno stupa all'interno del quale – si dice - sia custodito un pelo delle sopracciglia del Buddha.

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Cosa vedere a Phnom Penh: Wat Phnom

Tempio famoso per la sua collocazione: si trova infatti sulla sommità dell'unica collina di Phnom Penh, alta 27 metri. La storia di questo tempio è strettamente legata alla leggenda sulla nascita della città stessa.

Si narra che una donna paffuta, di nome Penh, notò un tronco enorme galleggiare sul fiume. Una volta portatolo a riva, trovò al suo interno quattro immagini bronzee del Buddha. Ciò venne interpretato come un segnale divino e, per questo motivo, venne costruito un santuario dove poter custodire tali immagini sacre. Originariamente, il tempio fu costruito in legno, nel 1372. Nel corso dei secoli, venne poi ricostruito più volte; l'ultima risale al 1926.

Nel Wat Phnom troviamo:

  • il santuario (Vihara) con all’interno un'immagine dorata del Buddha ritratto nella classica posizione del Loto

  • una statua della signora Penh

  • un monumentale stupa con le ceneri del Re Ponhea Yat

Per accedere all’ingresso principale bisogna percorrere la grandiosa scalinata con balaustre decorate con leoni e naga (serpenti mitici).

In molti vengono al tempio per cercare fortuna nella vita, nel lavoro o per un esame di scuola. Se poi il desiderio viene esaudito, il fedele ritorna con le offerte promesse, come ghirlande di fiori, riso, banane...

La zona che sta alla base della collina è molto vivace e frequentata. Ci sono ragazzi di strada, mendicanti e donne che vendono snack e bevande, ed anche bambini con uccelli in gabbia appositamente addestrati per tornare nelle loro gabbie dopo che sono stati liberati - previo pagamento - dai turisti.

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Cosa vedere a Phnom Penh: Monumento all'Indipendenza

Posto a sud rispetto al Palazzo Reale, il monumento all’indipendenza rappresenta una importante icona cittadina. Venne eretto nel 1958 per celebrare l’indipendenza dalla Francia, ottenuta 5 anni prima.

La struttura di questo monumento richiama chiaramente la torre centrale dell’Angkor Wat.

Alta circa 20 metri, l'opera è caratterizzata da bassorilievi raffiguranti serpenti a più teste identificabili se si osserva il monumento da vicino.

In concomitanza delle feste nazionali (Festa dell'indipendenza il 9/11 e la Festa della costituzione il 24/9), ai piedi del monumento vengono poste corone di fiori anche per ricordare i caduti in guerra.

Lì vicino c'è anche il monumento che celebra l’amicizia tra Cambogia e Vietnam. In stile comunista, fu costruito nel 1979 su un progetto vietnamita.

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Cosa vedere a Phnom Penh: Tuol Sleng Museum

Nella zona sud-ovest della città, un po' dislocato dal centro cittadino, c'è il Tuol Sleng Museum. Si tratta della prigione S-21 (Security Prison) dove venivano rinchiusi e torturati coloro che, durante la dittatura dei Khmer Rossi (1975-1979) erano sospettati di essere nemici del regime. Ben pochi uscirono vivi da lì. Oggi, l’S-21 è un museo commemorativo.

La struttura, che in origine era una scuola, è costituita da scarni edifici grigi con alte mura e filo spinato. Nelle varie stanze, sono ancora ben visibili i segni delle torture. Sui muri e i pavimenti non è difficile scorgere inquietanti macchie di sangue. All'interno delle celle si notano brande di contenzione in ferro e i ceppi a cui i prigionieri venivano incatenati. Appese alle pareti, le foto che mostrano lo stato delle celle ingombre di cadaveri ed anche quelle degli sventurati che hanno finito i loro giorni lì dentro subendo atroci torture e sevizie. Sono conservati anche i carteggi, tradotti, che si scambiavano milizia e aguzzini. In una saletta, viene proiettato un toccante documentario.

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Brevi cenni storici

I Khmer Rossi governarono la Cambogia dal 1975 al 1979. In questi pochi anni, i Khmer Rossi hanno compiuto quello che, ad oggi, è considerato il più grande ed efferato genocidio della storia. In quel periodo, infatti, circa 3 milioni di persone (pari al 25-30% della popolazione cambogiana) furono sterminate.

Il regime dei Khmer Rossi può essere visto come un mix di socialismo, nazionalismo e razzismo.

Pol Pot voleva costituire una società autarchica, con una popolazione priva di principi, tradizioni e legami familiari. L’unico riferimento doveva essere l’Organizzazione. Per questo, i Khmer Rossi eliminarono ogni tipo di istituzione: governativa, sociale, religiosa, culturale...

Coloro che non si prestavano, o non presentavano le caratteristiche per far parte di questo “modello sociale”, venivano imprigionati, deportati nei campi di lavoro, interrogati, torturati e, infine, spesso anche uccisi.

Ecco perché vale assolutamente la pena visitare l'S-21: perché non bisogna dimenticare gli orrori che la popolazione cambogiana ha dovuto subire in quel periodo.

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Cosa vedere a Phnom Penh: Museo Nazionale

Vicino al Palazzo Reale si trova il piccolo ma interessantissimo Museo Nazionale di Phnom Penh. Allestito in un elegante edificio in mattoni, è costituito da 4 sale e un gradevole giardino. Ospita parecchie statue del periodo angkoriano (X-XV secolo) e altri manufatti che testimoniano il livello di eccellenza raggiunto dagli artisti khmer in epoca remota.

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Cosa fare a Phnom Penh: un giro al Mercato Centrale

In qualunque angolo del Mondo, i mercati sono l’anima pulsante di ogni città. I mercati del sudest asiatico, poi, hanno quel qualcosa in più... A Phnom Penh ci sono circa 20 mercati. Per avere un'idea dello spaccato di vita locale quotidiana, è d'obbligo un giro al Phsar Thmei, il mercato centrale coperto di Phnom Penh. Facilmente identificabile per la sua struttura Art Decò, venne costruito dai francesi nel 1937 e, per anni, fu il mercato più grande di tutta l'Asia. Una volta entrati, sotto la grande cupola, si viene travolti da un mix di colori e odori. Suddiviso per settori merceologici, nel mercato centrale di Phnom Penh viene venduta ogni genere di mercanzia, dall'oggettistica all'alimentare, dai souvenir ai prodotti tecnologici.

Contrattare è d’obbligo senza però esagerare troppo altrimenti si rischia di commettere una mancanza di rispetto nei confronti del lavoro altrui.

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Cosa fare a Phnom Penh: una passeggiata sul lungofiume

Il centro di Phnom Penh sorge nel punto dove le acque del fiume Tonle Sap, proveniente dal lago che porta lo stesso nome, fluiscono nel Mekong, il fiume più lungo dell'Indocina (4880 km). Passeggiare sul lungofiume di Phnom Penh è una delle attività più amate da tutti: abitanti del luogo e turisti.
Seppur sempre molto animato e frequentato, è un luogo rilassante e molto piacevole.

Lungo circa 3 km, il lungofiume della capitale cambogiana è sempre pieno di gente e bancarelle. Sull'altro lato della strada, è un susseguirsi di bar, ristoranti e locali di vario genere aperti sempre, a qualsiasi ora.

Purtroppo, il luogo è frequentato anche da molti immigrati che vendono droghe o che chiedono l'elemosina. Non bisogna comunque precludersi questa bella esperienza. Ci sono sempre molti poliziotti, anche in borghese, che perlustrano la zona e basta stare un po' attenti: tenere ben stretta la borsa e non mettere in mostra oggetti di valore.

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Se leggendo il nostro articolo questa grande città asiatica vi ha incuriosito, la Cambogia stessa vi stupirà sicuramente. Per sapere tutto quello che ha da offrire, potete leggere il nostro approfondimento “Cosa vedere in Cambogia: i luoghi assolutamente da non perdere”.

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